Studio EMYS


____________   LA PAROLA AGLI ESPERTI   ____________


..:: Gianluigi Carelli ::..

fotografo naturalista
gianluigi carelli fotografia naturalistica parco ticino pavia vigevano

Abita a Vigevano e si occupa di fotografia naturalistica da circa 25 anni con particolare riguardo all’immagine del paesaggio e della vita animale locale.

Molte sue fotografie sono apparse su periodici di vario genere come la rivista “PESCARE”, i settimanali “L’INFORMATORE VIGEVANESE” e “VIVI MILANO” (Corriere della Sera), il quotidiano “LA PROVINCIA PAVESE”, il mensile “L’AURORA DELLA LOMELLINA” ecc

I libri: LA MAGIA DELLA NATURA”, “GUIDA ALLA NATURA DEL TORRENTE AGOGNA”, “VIGEVANO CITTA’ D’ARTE”, “ISOLE di NATURA”

I CD rom:LE GARZAIE DELLA PROVINCIA DI PAVIA” e “DOPPIO CLIC SUL VERDE” (Novara) che ospitano, questi ultimi, oltre sessanta immagini.

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..:: APRILE - TRAMONTO SULLA RISAIA

"Per chi abita nelle zone di coltivazione del riso (Lomellina, basso Novarese, Vercellese, sud di Milano ecc...) il periodo che va da fine marzo-allagamento risaie- a fine maggio-crescita delle pianticelle- può essere un'occasione da non trascurare per portare a casa qualche originale foto di paesaggio, soprattutto tramonti.
Dice: perché fino a tutto maggio? Perché da qui in avanti la crescita delle piantine vanifica il riflesso del cielo sull'acqua che è parte fondamentale dell'immagine.
Onestà vuole che dica che non tutte le sere sono buone per provarci. Ma chi fotografa queste cose le sa già.
Due sono le cose a cui porre attenzione: l'ora del tramonto (calendario, internet, giornali ecc...) e l'evoluzione del colore cielo all'approssimarsi della sera. Con un po' di esperienza si riesce ad intuire se questo diventerà rosso o rimarrà sbiadito. In ogni caso se ci sono nuvole bianche alternate a cielo terso, prepararsi sui blocchi di partenza perché il tutto potrebbe sfociare nella situazione ideale."

gianluigi carelli fotografia naturalistica parco ticino pavia vigevano

"Sul posto (bordo della risaia) è indispensabile attendere che il sole si abbassi di molto. Personalmente ho stabilito che il momento ideale è quando lo si può fissare a occhio nudo senza fastidio.
Con un obiettivo che può andare dal 35mm al 300 inquadriamo la scena collocando l'orizzonte a metà circa in modo da comprendere sopra e sotto la stessa situazione. Attenzione all'esposizione: è possibile ritrovarsi tra le mani foto molto scure (sottoesposizione) o molto chiare (sovraesposizione) in alcuni casi irrecuperabili. Guardare subito il display.

Attenti anche a cosa transita in cielo: spesso passano gruppi di aironi o di anatre, soggetti eccellenti per  integrare l'immagine.
Dal mese prossimo e per alcuni mesi parleremo di fotografia di animali (selvatici e nel loro habitat)".

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..:: MARZO - ALBERI FANTASMA

"La foto di questo mese richiede un pò più d'impegno delle due precedenti, ma niente di drammatico. Se non altro non avremo più l'assillo del sole che alzandosi ci costringe ad una certa sollecitudine per non perdere l'attimo buono.

Ma andiamo con ordine: per primo bisogna individuare un boschetto (piantagione) di pioppi canadesi, sì quelli per fare la cellulosa. Le piante ideali non devono essere tanto grandi. un diametro di 20-30 cm  va molto bene soprattutto se illuminate direttamente da una luce del sole nè alta nè bassa: diciamo le 10 del mattino o e 4 del pomeriggio di una bella giornata di marzo.

Con una fotocamera reflex o compatta allestita con un obiettivo medio-tele (90, 100, 135mm) e una sensibilità iso 100-200 aggiusteremo e bloccheremo le messa fuoco sull'albero più vicino.

Prima però, se possibile, sarebbe opportuno chiudere molto il diaframma per avere tempi di scatto lunghini e molta profondità di campo (con le compatte non sarà tanto facile!).

Fatto tutto si può procedere all'esecuzione. Inquadrando gli alberi  a 4-5 metri di altezza abbasseremo verticalmente e repentinamente l'inquadratura fino a terra premendo il pulsante di scatto durante la discesa senza fermarsi.

In genere qualcosa risulta sempre ma siccome non costa niente possiamo ripetere più volte la prova fino ad avere un risultato di nostro gradimento.

gianluigi carelli fotografia naturalistica parco ticino pavia
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..:: FEBBRAIO

"La volta scorsa non ho detto che in questa rubrica prenderemo in esame, tranne casi eccezionali, solamente immagini che abbiano carattere della ripetibilità. Immagini che chiunque con un minimo d'impegno le possa rifare.

E' inutile disquisire attorno a fotografie frutto del caso o di un fatto estemporaneo: a molti sarà capitato in campagna di assistere a scene di predazione e magari di riprenderle. Ma l'evento non è certo programmabile a piacere!"

gianluigi carelli fotografia naturalistica parco ticino pavia

"Detto questo, parliamo della nuova fotografia.
L'inverno è sempre un buon periodo per la fotografia: le giornate corte favoriscono le riprese all'alba senza levatacce e il freddo e il cielo terso suggeriscono scatti a brume e vapori che si levano dai corsi d'acqua, sempre affascinanti.
Nel nostro caso la foto è stata scattata sul Ticino alle 7 e mezza del mattino del febbraio 2011 e non rappresenta niente di difficile. Occorre appostarsi per tempo sulla riva di un fiume (vanno bene tutti!) nel punto in cui di fronte a noi sorgerà il sole e aspettare, ma per tranquillità è meglio studiare orario e posizione qualche giorno prima.
Non appena la “nostra stella” comincerà ad evidenziarsi sempre più, dall'acqua si alzerà, causa differenza di temperatura, una nebbiolina più o meno consistente che durerà da pochi a 15 - 20 minuti. Poiché non sappiamo quando sarà il momento clou è meglio scattare molte foto variando come sempre punto di ripresa, focale ed esposizione.  Tutto ciò con obiettivo (indicativo) sui 16/85mm e una sensibilità attorno ai 400 ISO.

Se poi si ha anche la fortuna di veder passare un piccolo stormo di uccelli, disporremo di un piccolo valore aggiunto."

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..:: GENNAIO

"Cominciamo questa nuova rubrica con l'analisi di una mia fotografia che nel corso degli anni ha riscosso buoni consensi. Si tratta di un'immagine non difficile da realizzare tecnicamente soprattutto con le fotocamere digitali che consentono numerosi scatti visibili subito. Nel caso specifico si tratta di una vecchia dia scansionata".


gianluigi carelli fotografia naturalistica parco ticino pavia
"Tutto sta nel trovare il posto giusto al momento giusto. Un bravo fotografo professionista mi ha spiegato che lui le “locations”se le cerca con calma di giorno riservando al mattino e alla sera le sessioni delle riprese.
Noi dovremo scovare un piccolo corso d'acqua con cascatella e piccolo slargo sottostante circondato da alberi posizionati in controluce al mattino. Nella pianura padana ce ne sono moltissimi, magari anche più belli di questo.
Trovato il luogo adatto occorre aspettare un periodo di giornate fredde e luminose da pieno inverno. Dopodichè bardati di tutto punto ci faremo trovare pronti sul posto al sorgere del sole, che a gennaio comunque non sorge mai troppo presto e, con obiettivo grandangolare (18 – 20-24 mm) e mano ferma, ci produrremo in alcune decine di fotogrammi variando punto di ripresa (in piedi, in ginocchio), inquadratura ed esposizione sempre tenendo il sole dietro una pianta in modo che spari lateralmente i suoi raggi.

Non tutte le mattine la situazione è ideale e per avere buone chanches bisogna tentare un po' di volte. Nel caso buttasse proprio male a casa c'è sempre photoshop.
Ma questa è un'altra storia".
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gigicarelli@libero.it


 
  
 
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