..:: IL CALENDARIO CELTICO ::..
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CALENDARIO CELTICO DEGLI ALBERI CALENDARIO CELTICO DEGLI ALBERI CALENDARIO CELTICO DEGLI ALBERI CALENDARIO CELTICO
| I POPOLI CELTI E LA VALLE DEL TICINO: CENNI STORICI | |||||||||||||||||||||||||||||||
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I
Celti, popolo indoeuropeo di ceppo
occidentale conosciuto dai Greci con il nome
di
“Keltoi” e dai Romani con
quello di “Galli”, colonizzarono, a partire
dal IX secolo avanti Cristo, gran parte dell’Europa arrivando
ad occupare un
territorio che dall’Inghilterra giungeva fino alla Pianura
Padana. Nel
400 a.C. la tribù celta degli Insubri
distrusse la Melprum etrusca e la ricostruì con il nome di
Mediolanum (Milano);
nel 175 a.C. i romani sottomisero definitivamente i popoli Celti
dell’Italia
settentrionale; intorno al 50 a.C. la storia dei Celti europei
può dirsi
pressoché totalmente soffocata e integrata da quella dei
conquistatori romani. |
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Questo popolo, o meglio una delle numerose tribù che lo componeva, apparve lungo la Valle del Ticino intorno al IX secolo a.C. dando origine a quella che oggi è conosciuta come “civiltà di Golasecca” così denominata proprio dalla località dove all’inizio del XIX secolo vennero rinvenute una cinquantina di tombe di origine protoceltica. Molte sono oggi le località poste lungo la Valle del Ticino che possono essere riconosciute come siti di interesse archeologico per il rinvenimento di sepolture, corredi funerari, capanne o oggetti appartenuti a quei popoli. Il Ticino, in quanto via d’acqua utilizzata come percorso commerciale tra il nord e il sud Europa, favorì lo stabilirsi lungo le sue sponde di popolazioni dedite a scambi commerciali e attività artigianali che andarono ad integrarsi con le tradizionali attività di caccia, pesca e primitiva agricoltura che erano tipiche dei golasecchiani. Anche in prossimità del sito su cui si è realizzato il calendario celtico, che di seguito presentiamo, sono stati rinvenuti recentemente oggetti e tracce della presenza di popoli celti. __________________________________________________________________________________________
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| LA VISIONE DEL MONDO NATURALE NEI POPOLI CELTI E IL CALENDARIO CELTICO | |||||||||||||||||||||||||||||||
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Il
“Calendario degli Alberi”, usato presso i
popoli celti, fissava una forte corrispondenza tra numerose serie di
elementi:
gli alberi, le lettere dell’alfabeto, i mesi lunari
dell’anno, parti del corpo
umano, metodi di guarigione e dei. Questo
calendario si fondavo sull’alfabeto
pelasgico e contava tredici consonanti e cinque vocali. Poiché la scrittura non era conosciuta e, a detta di alcuni autori romani, addirittura vietata per motivi religiosi, la tradizione orale obbligava i Celti ad adottare dei sistemi mnemotecnici che riunissero più significati nel minor numero di elementi possibile e che permettessero di concentrare in pochi elementi base il massimo di conoscenze da ricordare a memoria. Presso i Celti, il “Calendario degli Alberi” formava la sostanza dell’Ogham, o conoscenza iniziatica, ovvero quella conoscenza a cui i futuri sacerdoti dovevano sottoporsi per imparare, attraverso una unica serie di termini: alfabeto, nome degli alberi, significato religioso, magico e farmacologico degli stessi, andamento dei mesi dell’anno e divinità ad essi accumunate. Fondato sugli alberi, l’Ogham costituiva anche un linguaggio muto che utilizzava le articolazioni delle dita, una sorta di linguaggio segreto riservato agli iniziati, prezioso presso questi popoli che proibivano la scrittura e impedivano accuratamente la divulgazione di conoscenze ritenute sacre. Il “Calendario degli Alberi” si basa sui tredici mesi dell’anno lunare, di ventotto giorni ciascuno; esso corrispondeva alle tredici consonanti i cui nomi si trovano ancora nell’alfabeto irlandese dei nomi dell’albero. Secondo alcune ricostruzioni alfabeto e calendario sarebbero così stati composti
A
Ailm (
abete rosso) I
Idho (tasso) Queste due vocali aprivano e chiudevano l’anno lunare. Le
altre vocali erano adibite a simboleggiare
i due equinozi e l’altro solstizio: O
Onn, la ginestra, per
l’equinozio di
primavera, E
Eadha, il pioppo bianco, per
‘equinozio
d’autunno U
Ura, il brugo, per il
solstizio
d’estate.
I
sacerdoti celti, i Druidi, utilizzavano le
piante anche per scopi magici e terapeutici e il ciclo dei 13 alberi
corrispondeva alle 13 energie arboree alle quali si associavano anche
elementi
divinatori che operavano come genii protettori cui rivolgersi in cerca
di
forza, fortuna o buoni consigli. Per
questo motivo nelle schede che
seguiranno, oltre alle caratteristiche botaniche, farmacologiche e ai
principali usi delle varie essenze arboree descritte, sono stati
inseriti
alcuni elementi di carattere astrologico, una sorta di “Oroscopo degli Alberi” al quale
riferirsi per riconoscere caratteri
e peculiarità di ogni individuo nato sotto quel segno. __________________________________________________________________________________________
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BETULLA (Betula pendula) dal 24
dicembre al 20 gennaio Albero
che può raggiungere i 20 metri di
altezza ma che non vive a lungo, al massimo un paio di centinaia
d’anni. Richiede
molta luce ma può sopravvivere in
suoli poveri ed è molto resistente ai climi freddi. Il
tronco, bianco – argenteo, è diritto ed i
rami penduli fanno della betulla uno degli alberi spontanei
più decorativi e
facili da riconoscere. Nonostante
il suo aspetto delicato è uno dei
più resistenti alberi del mondo e o si trova sulle montagne
fino ai limiti
della vegetazione arborea. Dalla
parola celtica “Beth” deriva il termine
latino “bitumen” che in origine indicava appunto il
catrame di betulla che
veniva prodotto in Gallia ed usato per impermeabilizzare e tappare
fessure nel
legno. Oggi
il legno della betulla è poco usato
industrialmente perché poco durevole, viene adoperato per
spazzole, lavori di
tornio ed utensili; è un ottimo combustibile. Le
foglie e la corteccia hanno proprietà
tintorie. Dalla
corteccia si estrae un olio che viene
utilizzato in conce speciali del cuoio e come medicinale. Le
incisioni del tronco provocano l’uscita di
una linfa molto zuccherina che, lasciata fermentare, produce bevande
alcooliche
o aceto e che, lasciata condensare prende la consistenza ed il sapore
della
manna. |
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Parola
chiave: eleganza La
betulla era un albero sacro presso i Celti
e le tribù germaniche. Albero purificatore, talismano di
fecondità, era prediletto
dagli sciamani come scala per arrampicarsi all’altro mondo,
per penetrare,
attraverso i suoi rami, nella celeste dimora degli dei, dai quali
ottenere
prosperità e guarigioni per gli uomini delle loro
tribù. Personalità
dei nati sotto il segno della Betulla Carattere
raffinato e fragile solo in
apparenza, nasconde un animo resistentissimo. __________________________________________________________________________________________
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dal 21
gennaio al 17 febbraio Albero
che non supera i 10 – 15 metri di
altezza e i 50 anni di età, il sorbo degli uccellatori
è diffuso in tutta
Italia nella zona montana e submontana. Non
ha particolari esigenze in fatto di
terreno, ma cresce bene soprattutto in suoli ricchi di
humus. I
pomi del sorbo degli uccellatori hanno
commestibilità sospetta allo stato fresco, possono invece
essere consumati
tranquillamente una volta cotti; vengono trasformati infatti in una
salsa che
accompagna i piatti di selvaggina. Essendo
ricchi di vitamina C erano usati, in
passato, per preparare una bevanda contro lo scorbuto. Il
legno è duro, flessibile, di colore giallo
– grigio e veniva usato per manici di utensili e per piccole
sculture. Per
i Celti ed i Germani il Sorbo aveva
poteri contro i demoni e gli stregoni. Veniva
quindi spesso piantato all’esterno
delle case e davanti alle chiese per respingere le streghe. |
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Parola
chiave: sapienza Pianta
magica della sapienza e della
rinascita, da cui i Druidi traevano le loro bacchette
divinatorie. Protegge
la casa dalle energie negative, dai
fulmini e dai sortilegi. Personalità
dei nati sotto il segno del Sorbo Creativa, magnetica, ama realizzare in segreto per poi meravigliare. È sufficientemente adattabile per trarsi con disinvoltura dalle situazioni più intricate. Tende a dissimulare i sentimenti, concedendo più spazio all’amicizia che all’amore. Interessi culturali insaziabili e inguaribile curiosità. __________________________________________________________________________________________ |
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FRASSINO (Fraxinus excelsior) dal 18
febbraio al 17 marzo Il
frassino è la pianta di primaria
grandezza, può raggiungere i 40 metri ma non è
longevo (massimo 150 anni di
età). È
presente in tutta Italia e si sviluppa
vigoroso sui suoli fertili, freschi
e profondi. Il
legno di frassino gode di reputazione a
motivo della sua resistenza e duttilità. Di
un bianco quasi puro, a grana grossa ed
eccezionalmente duro, è richiesto per un’ampia
varietà di prodotti: dai remi
agli alberi di imbarcazioni, dai manici di utensili ai bastoni per il
gioco
dell’hockey, alle racchette da tennis ed agli sci. Prima
dell’avvento del Cristianesimo, le
popolazioni della Scandinavia adoravano il frassino come albero sacro,
simbolo
del legame tra terra e cielo. Al
frassino si attribuiscono anche priorità
medicamentose: Plinio consigliava infatti il succo delle foglie contro
il
veleno delle serpi. Si
pensava anche che l’ardere della legna di
frassino in una stanza allontanasse gli spiriti del male. |
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Parola
chiave: fantasia Nel
mito celtico è l’albero della conoscenza,
materno e nutritore. Era
ritenuto per eccellenza l’albero della
donna in quanto era d’uso che le donne vi appendessero
amuleti che servivano a
far “batter il cuore” all’uomo desiderato. Personalità
dei nati sotto il segno del Frassino Carattere fantasioso e sognatore, con la testa eternamente fra le nuvole. Teme il rischio e non sa canalizzare la volontà per i propri fini al punto da votarsi a un’esistenza comoda ma piatta pur di non mettersi in gioco. Dotato di capacità, intuizioni e genialità. __________________________________________________________________________________________ |
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ONTANO (Alnus glutinosa) dal 18 marzo
al 14 aprile Pianta
longeva che può vivere sino a trecento
anni. Raggiunge e supera i 30 metri di altezza e cresce bene lungo i
fiumi ed i
torrenti. Come
tutte le piante della famiglia delle
Papilionaceae, l’ontano ha radici che contengono batteri in
grado di utilizzare
l’azoto dell’aria e di fissarlo, migliorando
così la carenza di azoto che di
solito si riscontra nei terreni molto umidi. Inattaccabile
all’acqua, l’ontano veniva
gettato nei fiumi come fondamento per i ponti. Con
il suo legno si fabbricavano anche flauti
per incitare i guerrieri alla lotta. L’ontano
nero, oltre che per arricchire
terreni poveri di azoto, viene anche impiegato nelle tecniche
bioingegneristiche per impedire l’erosione delle rive di
fiumi e torrenti. L’uso
dell’ontano nero come pianta adatta
alla bonifica di terreni umidi e malsani è noto sin
dall’antichità: molti degli
edifici di Venezia sono sorti su fondazioni protette da legname di
ontano nero. Il
legno dell’onta nero, giallo quando è
stagionato, si dimostra durevole in inverno; essendo di facile
lavorazione, era
ricercato dagli zoccolai ed ancora oggi trova impiego nella
fabbricazione di
zoccoli e manici di scopa. Dalla
corteccia, dai frutti e dalle foglie si
ottengono le tinture. |
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Parola
chiave: volontà Secondo
un’antica tradizione, nell’ontano
viveva il male. L’albero
era temuto perché il suo legno, se
tagliato, si tinge di arancio sanguigno, quasi stesse sanguinando;
ciò diede
vita alla superstizione secondo cui l’albero era la
personificazione di uno spirito
maligno, come l’Erlkvinig delle legende celtiche. Personalità
dei nati sotto il segno dell’Ontano Carattere irruento e ostinato, ai limiti della temerarietà. Nato per comandare, resiste fino allo stremo in situazioni disperate. Ha innegabili doti di leader, carisma e abilità organizzativa. È capace di passioni estreme, dotato di forte sensualità ma insensibile alle esigenze del partner. __________________________________________________________________________________________ |
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SALICE (Salix alba) dal 15 aprile
al 12 maggio Il
salice bianco è diffuso in tutta Italia,
specialmente lungo i corsi d’acqua, in formazioni vegetali in
cui è
caratteristicamente consociato al pioppo nero. Può
arrivare sino a 25 metri di altezza ma
non vive a lungo, un centinaio di anni al
massimo. È
specie che, come altri salici, ha
importanza forestale per il consolidamento delle sponde dei fiumi e dei
torrenti e per la valorizzazione dei terreni golenali che
periodicamente vengono
invasi dalle acque. Si propaga molto facilmente per talea e pertanto
l’impianto
di questa specie è assai rapido ed economico. Il
salice bianco, insieme con alcuni altri
salici, era tradizionalmente coltivato nelle campagne e trattato con
taglio a
capitozza: questo trattamento consiste nel tagliare periodicamente la
pianta (
in genere ogni 2 – 3 anni) ad un’altezza di un
metro, un metro e mezzo da
terra, in modo che si sviluppino i polloni fuori dalla portata degli
animali
pascolanti. I
rami così ottenuti erano impiegati, secondo
il loro diametro, per gli usi più diversi: per palerie, per
la produzione di
legacci per la vite, per intrecciare cesti, ecc. |
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I salici hanno avuto una certa rivalutazione negli ultimi tempi per la produzione di oggetti artigianali intrecciati, quali sedie, cesti, tavolini da tè. Il salice è da sempre stato considerato un rimedio ottimo contro i reumatismi e la moderna biochimica ha confermato le sue proprietà: la corteccia di salice contiene infatti buoni dosi di salicina, simile per proprietà all’acido acetilsalicilico, oggi usato come analgesico, antinfiammatorio e antireumatico.
Parola
chiave: sentimentalismo Albero
lunare, simbolo della rinascita a
causa della sua rapidissima crescita, conserva un arcaico legame con le
streghe
(infatti si diceva servisse come legaccio per le loro scope) e con le
divinità
femminili del destino. Personalità
dei nati sotto il segno del Salice Personalità
languida, romantica, fa leva
sulla seduzione per arrogarsi consensi immeritati. Raramente
però perde di vista il senso
pratico; apprezza il denaro e non disdegna semplici piaceri come la
campagna e
la buona tavola. __________________________________________________________________________________________
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BIANCOSPINO (Crataegus monogyna) dal 13 maggio
al 9 giugno Il
biancospino è frequente in tutta Italia,
fino a 1000 m di altitudine, con due specie simili (C. monogyna e C.
oxyacantha). L’alberello,
che difficilmente supera i 12
metri di altezza, cresce bene in diversi tipi di terreno, nelle radure
dei
boschi e negli arbusteti. È
pianta longeva che può superare i 600 anni,
come dimostra l’esemplare di Boquetot in Olanda che ha una
circonferenza di 2
metri e 25 centimetri. I
biancospini sono eccellenti alberi da siepe
ed ornamentali i cui frutti, o pomi, vengono divorati dagli uccelli e i
cui
semi vengono poi diffusi con i loro escrementi. Il
biancospino era usato dai Greci per
adornare con i suoi rami gli altari durante le cerimonie
nuziali. Il
nome Crataegus pare sia stato dato alla
pianta dall’antico scienziato greco Teofrasto e deriva dal
termine Kratos, che
significa “forza”, a motivo della durezza del legno
e dell’impressione di forza
che sprigiona dall’intera pianta. Fiori,
frutti e corteccia hanno proprietà
sedative e cardiotoniche, i fiori in bocciolo possono essere conservati
sott’olio come i capperi, i frutti hanno virtù
astringenti. |
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Parola
chiave: imprevedibilità Il
biancospino è l’albero sovrano contro
l’inferno ed i suoi accoliti. Le sue spine hanno funzioni
protettive contro le
negatività. Esso è considerato anche
l’albero del maggio e della purezza e
verginità. Secondo una leggenda celtica, addormentandosi
sotto un biancospino
nel primo giorno di maggio si corre il rischio di essere rapiti dalle
fate.
Venne assunto ai tempi della rivoluzione francese come
“albero della libertà”;
tra il 1789 ed il 1792 in Francia ne furono piantati più di
60.000. Personalità
dei nati sotto il segno del Biancospino Temperamento creativo, mobile, rapido, un po’ infantile. Più che del compagno si innamora dell’amore ma, troppo volubile e curioso per fermarsi a lungo, si lascia sedurre per poi fuggire in cerca di un altro fiore. __________________________________________________________________________________________ |
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QUERCIA (Quercus penduncolata) dal 10 giugno
al 7 luglio È
uno degli alberi più maestosi della nostra
flora. Il
legno della farnia, pesante e durevole, è
fra i più pregiati e viene utilizzato per ogni sorta di
lavoro. Può
vivere oltre 2.000 anni e raggiungere
enormi dimensioni. La
“Major Oak”, che vive nella famosa foresta
di Sherwood ha una circonferenza di quasi 20 metri e supera i 40 metri
di
altezza. La
corteccia delle querce era usata dai
popoli celti come fonte di tannino, sostanza usata per la concia delle
pelli. Dopo
averle ammorbidite in una fossa di calce
ed aver rimosso peli e residui di carne, le pelli venivano immerse in
bagni di
tannino, cioè di cortecce di querce schiacciate ed acqua. Il
cuoio che ne
risultava veniva poi sciacquato e lasciato asciugare. La
corteccia di quercia veniva utilizzata
anche in medicina come astringente e tonico ed anche come antiveleno in
caso di
morsi di serpi. |
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Parola
chiave: potere Resistente
e protettiva, la quercia è la
regina delle piante celtiche dove dimorano gli dei del cielo. Per
questo le
navi, le porte e gli scudi dovevano essere fatti di quercia. Anche la
ghianda,
considerata seme della scienza divina, aveva funzioni magiche come cibo
rituale
per i Druidi. Personalità
dei nati sotto il segno della Quercia Tranquillo e determinato, il temperamento del nato sotto il segno della quercia non si scompone mai. Sarebbe un ottimo leader se soltanto attenuasse la sua rigidità. Teme il cambiamento, rendendo invece al meglio in condizioni stabili. Ama avventure erotiche brucianti, ben disttinte dai legami familiari ritenuti intoccabili. __________________________________________________________________________________________ |
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AGRIFOGLIO (Ilex aquifolium) dal 8 luglio
al 4
agosto Grande
arbusto, alto anche 10 – 12 metri e di
discreta longevità (vive sino a 200 anni), è
specie dioica, nella quale sono
facilmente riconoscibili le piante femminili che portano i frutti, da
quelle
maschili necessarie per l’impollinazione. Questo
albero ha un bellissimo aspetto in
inverno per le sue foglie lucide, persistenti e per le vivaci drupe
colorate. La
raccolta indiscriminata dei rami con i
frutti, usati nelle composizioni augurali per Natale, ha portato ad una
sua
rarefazione, specialmente in talune zone, tanto che in alcune regioni,
tra le
quali anche la Lombardia, l’agrifoglio è stato
incluso nella lista delle specie
protette. Tutte
le parti di questa pianta sono sempre
state usate: il legno, duro e pesante, per lavori fini di artigianato;
l’infuso
di foglie, secondo la tradizione popolare combatte le coliche ed un
cataplasma
di foglie cura ascessi, infiammazioni e gonfiori. I
frutti, velenosi per l’uomo, sono appetiti
dagli uccelli e costituiscono una fonte di cibo per
l’inverno. Gli
uccellatori per questa ragione ne facevano
largo uso. Il
Mattioli, grande naturalista del XVI
secolo, scriveva che con le fronde spinose di agrifoglio si difendeva
dai
roditori la carne salata, per cui la pianta era chiamata pungitopo
maggiore. |
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Parola
chiave: eroismo Rappresenta
la sopravvivenza, la speranza e
la rinascita. È
simbolo natalizio di protezione e forza
vitale, grazie alle sue bacche rosse che rievocano dei
piccoli soli. Appeso
sopra le porte impedisce l’ingresso
dei persone ed energie negative. Personalità
dei nati sotto il segno dell’Agrifoglio Tutto
in questo temperamento riecheggia il
sole: la vitalità, il potere, l’egocentrismo, ma
anche la generosità. Nato per comandare, ha carisma, volontà e autostima da vendere. In amore dà molto: eros, fedeltà e coinvolgimento, ma pretende altrettanto, se non di più. Impennate di orgoglio da controllare. __________________________________________________________________________________________ |
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NOCCIOLO (Corylus avellana) dal 5 agosto
al 1 settembre Alberello
di 9 – 10 metri di altezza, non
vive a lungo ma si rigenera continuamente grazie ai vigorosi polloni
del ceppo. Il
suo nome la tino “Avellana” deriva da
Avellino, centro della Campania, noto sin dai tempi dei Romani per la
fiorente
attività di produzione di nocciole. Questa
pianta viene tuttora estesamente
coltivata per la produzione del frutto destinato al consumo allo stato
fresco
od alla trasformazione industriale, soprattutto in Campania, Sicilia e
Piemonte. L’industria
dolciaria utilizza i frutti per
la produzione di nocciolati, torroni e della pasta di gianduia, un
sostitutivo
della cioccolata, costituito da farina di nocciole con il 15
– 20% di cacao. I
flessibili rami di questa pianta sono stati
intrecciati fin dai tempi preistorici per formare manufatti utili
all’uomo. I
cespugli di nocciolo venivano tagliati
all’altezza del suolo ad intervalli, di solito, di sette
anni, perché
producessero un maggior numero di “verghe”, che
servivano per varie
costruzioni. |
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Parola
chiave: saggezza Associato
alla saggezza ed alla divinazione,
per via della bacchetta magica dei Druidi e delle bacchetta biforcuta
del
rabdomante, entrambe tratte dai suoi rami, è considerata la
pianta dei veggenti
e dei poeti. Non
a caso nella mitologia celtica il
salmone, depositario di antichi saperi, si nutriva di nocciole. Personalità
dei nati sotto il segno del Nocciolo Aria angelica, maniere raffinate, sguardo languido, teso a mascherare un carattere ironico e implacabile. Eccelle nelle attività intellettuali (con un occhio di riguardo per la comunicazione) a discapito di quelle pratiche. Poco propenso alla passione erotica, preferisce relazioni platoniche. __________________________________________________________________________________________ |
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VITE (Vtis vinifera) dal 2 al 29
settembre Questo
rampicante coltivato in tutto il
nostro Paese, non ha bisogno di essere riconosciuto. Esso ci fornisce
il vino,
una delle bevande più usate, dal quale si ottiene
l’alcool etilico e l’aceto.
La Vite cresceva spontanea in Italia ed in altri Paesi europei fin dal
pliocene. La coltivazione per la produzione del vino sembra sia
cominciata
nell’Asia Minore. La coltura fu poi introdotta in Grecia
verso il 1700 – 1500
a.C. ed in Italia verso il 900 – 700 a.C. A
poco a poco la produzione di vino si estese
a quasi tutta l’Europa, specialmente durante il Medio Evo,
soprattutto per
mezzo dei conventi. In
alcuni testi relativi alla descrizione del
Calendario degli Alberi anziché alla vite si fa riferimento
al rovo. È
probabile che anticamente, prima che i popoli celti conoscessero le
proprietà
della vite e del vino, il rovo fosse utilizzato come vegetale di
riferimento.
Anche il rovo infatti produce un frutto (la mora) del quale i popoli
del nord
usavano trarre una bevanda zuccherina, leggermente alcoolica ed
euforizzante.
Fin dai tempi più antichi il vino e l’uva furono
largamente impiegati in
medicina. Ippocrate, Teofrasto e Dioscoride sono unanimi
nell’esaltare le virtù
terapeutiche del vino. Le
foglie sono toniche, astringenti e diuretiche. L’uva
è raccomandata nelle cosiddette cure di
uva contro la costipazione, la gastrite, l’enterite, la
gotta, l’anemia e
l’obesità. Il
vino è un alimento fortificante per i
vecchi, i malati e i convalescenti; serve a rialzare la pressione agli
ipotesi,
ma non agisce sugli ipertesi. I vini rossi sono astringenti e quelli
bianchi
soprattutto diuretici. |
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Parola
chiave: emozione Pianta
magica intrisa di mistero e potere,
conferito dalla convinzione che, con il suo legno, le streghe si
costruivano la
bacchetta magica e per il fatto che con i suoi frutti si ottiene il
vino,
liquore gradevole ed euforizzante. Personalità
dei nati sotto il segno della Vite Temperamento mutevole, tenero o aggressivo, simpatico o intrattabile ma sempre un po’ sopra le righe. Si nutre di ideali di bellezza e giustizia, concedendo più spazio al cuore che al cervello. Imprevedibile e un poco sconclusionato, spesso è incapace di organizzarsi e distrugge per poi pentirsi e ricostruire. Raggiunge l’equilibrio solo nella coppia. __________________________________________________________________________________________ |
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EDERA (Hedera helix) dal 30
settembre al 27 ottobre Abbarbicata
agli alberi o ai muri, grazie a
sottili radici avventizie che crescono dal fusto, l’edera
è una delle poche
piante rampicanti indigene a raggiungere dimensioni
ragguardevoli. In
autunno, i fiori giallo – verdastri della
pianta secernono abbondante nettare e sono impollinati da vespe e
farfalle. I
frutti, che sono drupe nere simili a
bacche, vengono spesso mangiati dagli uccelli e dai bruchi di alcune
farfalle,
ma sono velenosi per l’uomo. |
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Parola
chiave: fedeltà Considerata
pianta funeraria, per via
dell’errata convinzione che soffochi le altre piante, viene
ritenuta anche
simbolo dell’amore eterno, pronto a qualsiasi
sacrificio. I
presunti poteri magici di questa pianta
venivano usati diversamente a seconda delle
località. Per
esempio, in Scozia l’edera era adoperata
per proteggere dal malocchio le vacche ed il loro latte. Personalità
dei nati sotto il segno dell’Edera Attratto dall’insolito, ama sondare il lato nascosto di cose e persone. Punta molto sul rapporto di coppia attaccandosi tenacemente, ma spesso senza dignità, a quella che considera l’anima gemella. Possessivo e rustico, è capace di sentimenti inossidabili che non ama manifestare a parole. Carattere rinunciatario e ombroso, può soffrire a lungo in silenzio. __________________________________________________________________________________________ |
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TIGLIO (Tilia cordata) dal 28
ottobre al 24 novembre Quest’albero
ha un aspetto assai decorativo,
infatti da molto tempo è presente nei viali delle
città. Il
legno di tiglio, essendo tenero ed a grana
uniforme, è ideale per intagli e torniture e generazioni di
artisti e di
artigiani lo hanno usato per le loro sculture. Siccome
non si deforma, questo legno viene
ancor oggi usato per casse di risonanza e per tasti di pianoforte ed
organo. Il
suo carbone si utilizzava per fabbricare
la polvere pirica. I
fiori di tiglio contengono mucillagini ed
oli essenziali: essiccati all’ombra servono per preparare
infusi calmanti,
diuretici ed emollienti. |
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Parolo
chiave: sensualità Nel
centro dell’Europa è simbolo di
immortalità e considerato dal popolo albero sacro, tanto che
veniva piantato
nelle strade dei paesi per proteggere i contadini dal malocchio. Personalità
dei nati sotto il segno del Tiglio Carattere penetrante e aggressivo, in perenne conflitto con se stesso, soggetto a tentazioni, crisi di coscienza e tormenti. È un grande lavoratore, capace di profonda e sottile analisi.Tendenza a passioni amorose morbose ed a vita sregolata. __________________________________________________________________________________________ |
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SAMBUCO (Sambucus nigra) dal 25
novembre al 22 dicembre Il
sambuco cresce dove il contenuto di azoto
nel suolo è alto, vicino agli edifici abbandonati ed intorno
agli allevamenti e
ovunque il suolo sia stato arricchito dalla decomposizione di materia
organica,
quale foglie e rifiuti. Il
sambuco è però comune anche in formazioni
naturali, nelle siepi ed ai margini dei boschi, ma sempre in luoghi
abbastanza
umidi. I
semi vengono diffusi dagli uccelli che si
nutrono delle bacche di quest’albero. Dai
frutti e dai fiori si ottengono
distillati e marmellate eccellenti, ricche di vitamina C. I
fiori vengono anche consumati in frittate o
frittelle. Tinture
vengono ricavate da parti diverse
dell’albero: nera dalla corteccia, verde dalle foglie, blu o
lilla dai fiori. Il
legno, che è tenero e bianco-giallastro,
può essere usato per realizzare piccoli oggetti, quali
giocattoli, pettini e
cucchiai di legno. Generazioni
di bambini hanno svuotato i fusti
di questa pianta per farne fischietti e cerbottane. Con
un decotto di fiori di sambuco si curava
la tosse; un estratto delle radici veniva usato come purgante. |
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Parola
chiave: rinascita È
l’albero magico per eccellenza, perché fornisce
il legno allo zufolo rituale e le bacche alla bevanda sacramente dei
Druidi. Appeso
fuori dalle stalle protegge
tradizionalmente il bestiame, ma tenuto in cucina o bruciato
può portare
sfortuna. Personalità
dei nati sotto il segno del Sambuco Carattere indipendente, adattabile ma incostante, capace di navigare indenne tra le peggiori difficoltà. Spesso schiavo delle emozioni, alterna momenti di euforia a cupe depressioni. Desideri inconsueti in amore: pretese infantili condite con simpatia e tanta dolcezza. __________________________________________________________________________________________ |
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TASSO (Taxus baccata) 23 dicembre – solstizio
d’inverno Questa
pianta vive in quasi tutta l’Europa:
ha modesta importanza forestale mentre è molto apprezzata
come specie
ornamentale. In parchi e giardini, grazie alla capacità di
sopportare potature
anche drastiche, questa pianta può assumere varie
sagome. Il
legno di tasso ha colore arancio –
brunastro, con una bella venatura e può essere lucidato con
ottimi risultati. Nel
Medioevo era particolarmente apprezzato
per la sua elasticità e la sua compattezza, tanto che veniva
usato per
fabbricare archi. È
il più longevo degli alberi europei, cosa
che lo associa alla vita eterna facendone una pianta cimiteriale. |
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Parola
chiave:
autorità La
corteccia del tasso è velenosa e così pure
le foglie, sebbene cavalli e bovini spesso mangino rami di tasso senza
risentirne. Gli
arilli, di colore scarlatto, sono innocui
ma i semi in essi contenuti sono velenosi. Riscaldata,
la sua resina emana un vapore
tossico, impiegato dagli sciamani per ottenere visioni. La
tossicità del tasso era nota anche agli
autori antichi ed ha sempre richiamato immagini tetre: i Romani si
incoronavano
di tasso nei giorni di lutto. Personalità
dei nati sotto il segno del Tasso Carattere
malinconico, chiuso, facile a
deprimersi ma capace anche di
slanci
entusiastici. Molto
influenzabile dall’ambiente, per dare
il meglio di se necessita di emozioni forti e di contatti con persone
allegre e
stimolanti. __________________________________________________________________________________________
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ABETE ROSSO (Picea abies) 24 dicembre
L’abete rosso ama i terreni acidi e sciolti di montagna, ma può crescere su tutti i suoli; teme soltanto una eccessiva siccità. L’abete rosso è assai usato come pianta ornamentale ed è specie forestale di primaria importanza. Produce molto legname di buona qualità, usato nell’edilizia, per casse ed imballaggi, in falegnameria per la fabbricazione di mobili. È anche particolarmente adatto per la produzione di carta, essendo composto da lunghe fibre. Il legno dell’abete rosso viene usato anche per la fabbricazione di strumenti musicali, in particolare per la cassa di risonanza e l’anima del violino. In passato dalla resina dell’abete rosso si ricavavano pece e trementina e dai rametti una sorta di birra. La corteccia, ricca di tannino, viene usata in alcuni Paesi per la concia delle pelli. L’albero di Natale, tanto familiare nelle case italiane, è l’abete rosso. TORNA SU |
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PIOPPO BIANCO (Populus alba) 23 settembre
– equinozio
d’autunno Le foglie, dai piccioli compressi e flessibili, sono ricoperte sulla pagina inferiore da una peluria densa e pallida che dà all’albero il nome specifico. Con la corteccia ed i rametti, anch’essi pallidi, assume forme di grande maestosità e bellezza. Poiché la peluria delle foglie protegge gli stomi dal fumo o dal sale, il pioppo bianco cresce bene lungo le strade e vicino al mare, emette polloni e può essere piantato per formare barriere frangivento dove altri alberi non sopravvivrebbero. Il legno del pioppo bianco è simile a quello degli altri pioppi, ma l’albero raramente viene coltivato a scopi commerciali in quanti gli ibridi euroamericani crescono a dimensioni utili assai più rapidamente. Nella leggenda greca l’albero era nero sinché Ercole se ne fece una ghirlanda durante la lotta con Cerbero, il guardiano dell’aldilà: il suo sudore trasformò il colore dell’albero schiarendolo. TORNA SU |
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BRUGO CALLUNA (Calluna vulgaris) 21 giugno
– solstizio
d’estate È una pianta sempreverde, con molti fusti, tortuosi e ramificati di altezza fino a 60 cm. Fiorisce da agosto ad ottobre ed i fiori, solitamente violetti, formano infiorescenze alla sommità dei fusti e dei rami. Uno dei nomi popolari di questa pianta è “brugo”: le sue formazioni compatte danno origine alla cosiddetta “brughiera”, assai estesa un tempo nell’alta Pianura Padana occidentale, in Lombardia ed in Piemonte ed oggi fortemente ridotta dalle bonifiche. Nella brughiera il suolo è povero di sostanze minerali, molto acido ed arido ed il brugo, con le sue foglie molto piccole e strettamente appressate al fusto, manifesta spiccati caratteri di adattamento all’aridità. Il nome generico Calluna proviene da una parola greca che significa “spazzolare”; infatti, fusti di Calluna erano spesso legati insieme per farne spazzole o scope, intrecciati per fabbricare ceste ed accumulati per farne giacigli. La Calluna è una pianta sempreverde, che fornisce cibo ad una grande quantità di animali selvatici. Varie specie di uccelli si nutrono dei semi maturi ed i fiori danno un nettare da cui le api ricavano un miele delizioso. TORNA SU |
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GINESTRA CARBONAI (Cytisus scoparius) 21
marzo – equinozio
di primavera È
un arbusto ramosissimo con rami eretti e
flessibili, alto sino a 3 metri. Le
foglie sono piccole, brevemente picciolate
e di forma ovato – oblunga. I
fiori sono grandi, di colore giallo,
inodori, solitari o a coppie. Il
frutto è un legume nero lungo 3 – 4
cm. Cresce
dal mare alla regione montana su
terreno siliceo, nei boschi, nelle brughiere. Fiorisce
in maggio – luglio. Il nome specifico latino “scoparius” indica uno degli usi della pianta, i cui rami flessibili erano molto usati per fare le scopo. Il nome italiano di “ginestra dei carbonai” può derivare dal fatto che la pianta cresce in abbondanza nei pressi delle piazzole delle carbonaie: è infatti una specie tipicamente colonizzatrice delle radure dei boschi. Come tutte le leguminose arricchisce il suolo di azoto; pertanto può servire per migliorare i terreni magri, prima di procedere al rimboschimento. La ginestra dei carbonai contiene un principio attivo assai tossico, la sparteina, che può trovare applicazioni terapeutiche grazie alla sua azione cardiotonica. I boccioli della pianta si possono conservare sott’aceto, come capperi. TORNA SU |
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